Una rubrica a cura di Edoardo GERBELLI, PDG 2021-2022
Dicembre 2025
Parliamo di pace (13)
Costruire la Pace attraverso i Service: il Distretto 2042 al lavoro
Nel Seminario Informativo della Rotary Foundation di sabato 29 novembre si è parlato di un tema che, nel nostro Distretto, non è mai un inciso: la pace. Il Governatore Stefano Artese e il Responsabile Distrettuale della Rotary Foundation Giovanni Arioli hanno voluto che questo argomento fosse al centro del confronto, mostrando ai soci come i service dei Club possano diventare veri strumenti di costruzione della pace.
Mi sembra quindi naturale portare in questa rubrica alcuni passaggi introduttivi e conclusivi del dialogo con Ewald Kuijper e Georg Peter, che hanno presentato i progetti dei loro Club. Nei numeri futuri ospiteremo l’approfondimento di queste iniziative: sarà l’avvio di un nuovo modo di raccontare come il Distretto 2042 stia già costruendo pace, giorno dopo giorno, con azioni concrete e lungimiranti.
Pace: molto più di un concetto
Come ricordato nell’introduzione del dibattito, nella nostra newsletter è attiva una rubrica dedicata proprio alla pace. In questi mesi abbiamo imparato a guardarla da prospettive diverse: non solo come assenza di conflitti, ma come capacità di creare condizioni di dignità, sicurezza e opportunità per le persone. Una pace “positiva”, insomma, quella su cui il Rotary ha scelto di investire.
La Rotary Foundation, con le Borse della Pace e i progetti sostenuti in tutto il mondo, punta sulle persone, sulla formazione e su interventi capaci di incidere davvero. Perché — lo sappiamo — la pace non arriva da sola: si costruisce, mattone dopo mattone, con azioni spesso silenziose, ma determinanti.
Dalla teoria all’azione: due testimonianze dal nostro Distretto
Per mostrare cosa significhi trasformare le idee in risultati, il dibattito ha dato spazio a due realtà del nostro Distretto che stanno portando avanti progetti ad alto impatto sociale in contesti fragili e complessi.
Sul palco sono saliti Georg Peter del Rotary Club Sesto Calende – Angera Lago Maggiore ed Ewald Kuijper del Rotary Club Sarnico Valle Cavallina. Entrambi hanno illustrato percorsi nati nei rispettivi Club, diversi nell’origine ma accomunati dallo stesso obiettivo: migliorare la vita delle persone e offrire loro strumenti per costruire un futuro più sicuro. E, alla fine, questo è già pace.
Ewald ha raccontato il progetto del suo Club, testato sul campo e rafforzato da un District Grant prima e da un Global Grant poi: un’iniziativa che sta già mostrando risultati concreti e replicabili.
Il tema della pace tra i giovani è poi emerso con forza: la scuola e lo scambio culturale sono terreni fertili per sviluppare comprensione reciproca, dialogo e apertura mentale. Lo scambio tra ragazzi di Paesi diversi resta una delle esperienze più efficaci per seminare pace duratura.
A seguire, Georg ha illustrato il progetto “Support to the community for abused kids”, un intervento radicato nel territorio e pensato per proteggere e sostenere i più fragili, con un impatto sociale che parla da sé.
Best Practice di pace positiva
Il confronto si è poi spostato su un punto cruciale: perché questi progetti possono essere considerati vere Best Practice di pace positiva? Entrambi i relatori hanno messo in luce gli elementi che rendono le loro iniziative modelli replicabili: visione, continuità, collaborazione con le comunità locali, e la capacità di intercettare bisogni autentici e rispondervi con soluzioni sostenibili.
Da tutto il dibattito è emerso un messaggio limpido: i rotariani possono essere autentici operatori di pace. Attraverso i nostri service — piccoli o grandi, locali o internazionali — siamo in grado di migliorare vite e generare opportunità. E questo è un contributo reale, tangibile, prezioso.
Avrei voluto portarvi anche altri esempi, come il progetto “We for Peace” del Rotary Club Varedo e del Seveso coordinato da Donatella Rampado, ma il tempo, come sempre, è stato tiranno.
Sostenere la Rotary Foundation significa rendere possibile tutto questo: significa dare forza a progetti che, da soli, sarebbero irraggiungibili.
Un nuovo passo: gli Ambasciatori della Pace
Dal confronto è nata infine una proposta ambiziosa e promettente: costituire un Gruppo di Ambasciatori della Pace, pronto ad ampliare il dibattito e trasformare idee e sensibilità in azioni concrete attraverso i nostri service.
Un segnale forte che il Distretto 2042 non vuole solo parlare di pace, ma continuare a costruirla. Con impegno, con visione e — perché no — anche con quel pizzico di coraggio che da sempre caratterizza il nostro fare rotariano.

Benvenuti all’edizione di novembre 2025 della newsletter dell’Istituto per l’Economia e la Pace. Questo mese, ti portiamo approfondimenti dalle nostre ultime ricerche, aggiornamenti sulle nostre iniziative globali e storie ispiratrici dalla nostra rete globale di ambasciatori IEP. Vi invitiamo a esplorare come l’Istituto continua a guidare un cambiamento positivo attraverso l’analisi basata sui dati e strategie innovative di costruzione della pace.
Per l’approfondimento sugli eventi clicca sulla data e verrai reindirizzato al sito IEP
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- la Nigeria respinge le affermazioni di genocidio cristiano;
- gli Stati Uniti tagliano il tasso di interesse chiave nel tentativo di aumentare il mercato del lavoro;
- il Libano dice che l’esercito affronterà le forze israeliane dopo un’incursione mortale;
- 130 morti nel più grande raid della polizia di Rio di sempre, prima dell’hosting della COP30;
- Iraq, Türkiye firmano un accordo sulle infrastrutture idriche;
- Come portare una foresta nella scuola materna ha trasformato la salute dei bambini;
- Il museo egiziano da 1 miliardo di dollari apre al Cairo.
- il primo ministro giapponese ha detto che l’attacco cinese a Taiwan “una minaccia di sopravvivenza” scatenando critiche da parte di Pechino;
- i combattenti del Tigray entrano nella regione Afar dell’Etiopia, sollevando timori di conflitto;
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bandito il partito del leader serbo bosniaco Dodik vince le elezioni presidenziali anticipate;
L’opposizione principale è esclusa nel voto della Guinea-Bissau;
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