“Cene di Gala” è uno dei progetti del nostro Club dell’anno 2025-26 e di cui sono già state fatte delle anteprime lo scorso anno, che hanno visto i ragazzi del laboratorio “Ma’amul” sperimentare il servizio al tavolo dei loro biscotti.
Nasce dalla collaborazione di tre associazioni, il Club Rotary di Varedo e del Seveso di cui sono socia, Mondoabaut di cui sono presidente e I Sassi di Betania, entrambe associazioni che operano sul territorio di Cologno Monzese.
L’intento è quello di dare vita a un’iniziativa pensata per sostenere e promuovere le autonomie delle persone con disabilità intellettive, anche più gravi.
L’idea è semplice: creare un’esperienza che sia non solo formativa ma anche coinvolgente e proprio per questo motivo nel suo secondo anno si è pensato di inserire all’interno di alcune conviviali del Club uno show cooking che mostri la fase preparatoria dei biscotti e i progressi dei singoli ragazzi.
La sfida della formazione e dell’autonomia per ragazzi nello spettro autistico, passa attraverso “ingredienti” concreti.
Il primo ingrediente è credere come adulti, educatori, cittadini e istituzioni nel superamento di barriere culturali. Queste alle volte prendono la forma di un pessimismo che impedisce di trasformare la difficoltà in opportunità. L’opportunità infatti, si rende palese nel momento in cui si costruisce una rete fatta di intenti, professionalità e messa in comune di risorse umane e strumentali.
Con il progetto “Cene di Gala” lo stiamo sperimentando concretamente: i ragazzi con diagnosi di autismo del laboratorio di pasticceria “Ma’amul” sono al centro di un circolo virtuoso in cui, la consapevolezza di rispettare le caratteristiche, il tempo di apprendimento e sviluppo di ciascun ragazzo, ci allontana da una sterile ansia da prestazione e ci avvicina al contrario a quella graduale costruzione di azioni fatta di passione educativa e supportata dall’approccio scientifico dell’Analisi del Comportamento Applicata.
Le tre associazioni promotrici del progetto, i professionisti e i volontari tutti, sono mossi quindi da una maturata consapevolezza. Il risultato non tarda ad arrivare, così come l’eterogeneità di azioni corrispondenti a ciascuno dei fruitori, i ragazzi di conseguenza lo vivono serenamente e da protagonisti.
Ci accorgiamo allora, come in un magico ribaltamento di ruoli, che siamo noi adulti educati ad un ascolto reale e attivo e a rallentare, curando i dettagli. Non è così che nascono le opere d’arte? Intuizione, calma e cura dei particolari sono i segni di un amore profondo e tenace che fa crescere e crea una reale forza inclusiva.
Lasciamoci cambiare ed educare da chi ha un modo diverso di guardare il mondo. Potremmo essere stupiti da effetti speciali!
Mara Navoni
Pres. Mondoabaut
Enrico Saccà
Pres. I Sassi di Betania




