Una rubrica a cura di Edoardo GERBELLI, PDG 2021-2022
Luglio 2026 – Parliamo di Pace (21)
Questo mese voglio mostrarvi un esempio di analisi fatta con la metodologia dell’IEP e un evento importante come costruire la pace.
Nella prima parte descrivo l’esempio in modo da poter apprendere in pieno la potenzialità e la obbiettività del metodo degli 8 pilastri e della pace positiva. Tutto ciò per meglio comprendere il livello di pace (e quindi misurarla) nell’area del mondo presa in esame.
Nella seconda parte riporto la sintesi dell’importante patto stipulato a Roma tra le comunità religiose che si trovano in Italia: «La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale»
Iran, guerra infinita e minaccia terroristica globale: il Medio Oriente sull’orlo di una nuova destabilizzazione
L’uccisione della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, avvenuta il 28 febbraio 2026 durante una vasta operazione militare congiunta israelo-statunitense, rischia di aprire una delle fasi più instabili della storia contemporanea del Medio Oriente. Il rapporto speciale dell’Institute for Economics & Peace, intitolato The Iran War and the Global Terrorism Threat, descrive uno scenario nel quale la guerra non è più confinata ai tradizionali fronti regionali, ma assume ormai una dimensione globale, economica, terroristica e geopolitica.
Secondo il documento, la minaccia terroristica legata all’Iran si sviluppa oggi attraverso quattro direttrici principali: agenti diretti dei Pasdaran (IRGC), reti criminali utilizzate come intermediari, cellule dormienti di Hezbollah e singoli attentatori radicalizzati. Gli episodi verificatisi nelle ultime settimane – dalla sparatoria di Austin in Texas all’attacco contro una sinagoga nel Michigan fino all’assalto contro un dissidente iraniano in Canada – mostrano come il conflitto stia già producendo conseguenze concrete anche in Occidente.
Una leadership decapitata, ma non sconfitta
L’eliminazione di Khamenei e di numerosi vertici militari iraniani ha creato un vuoto di comando che, paradossalmente, rende il sistema ancora più imprevedibile. Il nuovo leader Mojtaba Khamenei, figlio della Guida Suprema, ha assunto posizioni fortemente antiamericane e anti-israeliane, mentre le strutture militari e paramilitari iraniane sembrano agire sempre più autonomamente.
Questa frammentazione riguarda soprattutto la rete dei proxy iraniani: Hezbollah in Libano, le milizie sciite irachene, gli Houthi nello Yemen e Hamas a Gaza. Senza un controllo centralizzato, tali organizzazioni possono agire in maniera meno prevedibile e più aggressiva, aumentando il rischio di attentati e operazioni asimmetriche su scala internazionale.
Hezbollah e la strategia della guerra regionale
Nonostante le pesanti perdite subite negli ultimi due anni, Hezbollah conserva ancora decine di migliaia di combattenti e una significativa capacità missilistica e operativa. Il rapporto sottolinea come il movimento sciita abbia ormai trasformato il conflitto con Israele in una guerra regionale aperta, colpendo non soltanto il territorio israeliano ma anche obiettivi occidentali nel Mediterraneo orientale, come la base britannica RAF Akrotiri a Cipro.
L’organizzazione libanese continua inoltre a rappresentare il principale strumento iraniano per operazioni terroristiche all’estero, grazie alla rete clandestina “Unit 910”, specializzata in attentati e attività covert in Europa, Nord America e Medio Oriente.
Iraq e Siria: il rischio di un nuovo caos regionale
Particolarmente preoccupante è la situazione irachena. Le milizie filo-iraniane integrate nelle Popular Mobilisation Forces contano almeno 160.000 combattenti distribuiti in 67 fazioni armate. Dopo l’inizio dell’operazione “Epic Fury”, numerosi gruppi sciiti hanno dichiarato apertamente guerra agli Stati Uniti e ai loro alleati.
Parallelamente, in Siria il collasso del sistema di sicurezza nel nord-est del Paese ha favorito la fuga di migliaia di jihadisti e familiari dell’ISIS dal campo di Al-Hol. Gli esperti temono che il vuoto creato dalla concentrazione delle forze occidentali sul conflitto iraniano possa consentire allo Stato Islamico di ricostruire rapidamente le proprie strutture operative.
Petrolio, Hormuz e shock economico globale
La guerra ha già prodotto effetti devastanti sull’economia mondiale. L’Iran ha di fatto bloccato lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa il 20% del petrolio mondiale. Il traffico marittimo è crollato e centinaia di petroliere sono rimaste ferme nel Golfo Persico.
Il prezzo del petrolio Brent si è rapidamente avvicinato ai 100 dollari al barile, mentre alcuni analisti ipotizzano un possibile aumento fino a 150-200 dollari. Le conseguenze potrebbero tradursi in nuova inflazione globale, rallentamento economico e aumento dei prezzi alimentari, aggravato anche dalla riduzione delle esportazioni di fertilizzanti provenienti dai Paesi del Golfo.
Il nodo nucleare
La questione nucleare resta centrale. Nonostante i bombardamenti statunitensi e israeliani contro i siti di Fordow, Natanz e Isfahan, l’Iran conserva ancora conoscenze tecnologiche, capacità industriali e scorte di uranio arricchito sufficienti, secondo l’AIEA, a produrre fino a nove ordigni nucleari se ulteriormente raffinati.
Questo rende improbabile una soluzione rapida della crisi e lascia aperto il rischio di una nuova corsa agli armamenti in Medio Oriente.
Gli scenari futuri
Il rapporto individua quattro possibili scenari:
- una rapida caduta del regime con una transizione controllata;
- una resa negoziata da parte delle fazioni più pragmatiche;
- il collasso dello Stato seguito da una lunga insurrezione dei Pasdaran;
- la frammentazione etnico-settaria dell’Iran, con guerre civili e interferenze straniere.
Quest’ultima ipotesi è considerata particolarmente pericolosa. L’Iran è un mosaico di minoranze etniche – curdi, azeri, baluci, arabi – che potrebbero approfittare dell’indebolimento del potere centrale per rivendicare autonomia o indipendenza.
Una crisi che riguarda anche l’Europa
L’Europa osserva con crescente inquietudine. I servizi di sicurezza britannici e tedeschi hanno già segnalato l’elevata probabilità di azioni terroristiche contro obiettivi ebraici, diplomatici o occidentali. Le cellule dormienti filo-iraniane presenti in Europa rappresentano oggi una delle principali minacce alla sicurezza interna.
La guerra in Iran rischia dunque di diventare non solo un conflitto regionale, ma il detonatore di una nuova stagione di terrorismo globale, instabilità economica e frammentazione geopolitica. La lezione dell’Iraq, dell’Afghanistan e della Siria suggerisce che abbattere un regime è spesso molto più semplice che costruire la pace successiva.
Fonte: The Iran War and the Global Terrorism Threat, Institute for Economics & Peace, 2026.
Questo è un esempio di come si può analizzare in modo obbiettivo un conflitto usando la metodologia proposta da EIP.
Impariamo ad usarlo anche per altri conflitti in modo da misurare la pace.
Un patto tra religioni per far crescere l’Italia. La firma a Roma
Il 25 giugno 2026, i leader di quindici diverse comunità religiose presenti in Italia hanno sottoscritto a Roma, presso l’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis, il Patto intitolato «La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale».
Questo accordo rappresenta un risultato storico e un unicum a livello europeo, che corona un percorso triennale di confronto e collaborazione.
Il Patto firmato a Roma il 25 giugno 2026 intitolato «La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale» definisce le linee guida per la convivenza civile.
Di seguito trovi i punti chiave e le informazioni per approfondire la struttura di questo accordo storico.
I Punti Cardine del Patto
Il documento si sviluppa attorno a impegni e princìpi precisi condivisi dalle quindici comunità firmatarie:
- Riconoscimento reciproco: Consolidare la fiducia tra le diverse fedi presenti sul territorio italiano.
- Spazio pubblico sussidiario: Riaffermare che le religioni non appartengono solo alla sfera privata, ma sono attori attivi nello spazio pubblico, portatori di valori etici e sociali positivi per tutta la cittadinanza.
- Contrasto alla polarizzazione: Lavorare insieme per disinnescare i conflitti sociali, l’estremismo e la strumentalizzazione politica della fede.
- Rete dei territori (Ambasciatori): Dare continuità al lavoro tramite “ambasciatori del dialogo” che promuovano iniziative di inclusione sociale e conoscenza interreligiosa a livello locale.
Origine dell’Iniziativa
Il patto non nasce all’improvviso, ma corona un cammino di tre anni:
- 2023: Avvio dei primi incontri annuali promossi all’interno del Cammino sinodale delle Chiese in Italia presso la sede della CEI.
- 2024: Nascita di un comitato di delegati periodico e strutturato per la stesura del documento.
- 25 Giugno 2026: Sottoscrizione ufficiale all’Ara Pacis di Roma.
Firmatari:
Il documento è stato siglato da 15 realtà rappresentative di cristianesimo, ebraismo, islam, buddhismo, induismo e altre fedi presenti in Italia. Tra le istituzioni firmatarie figurano la CEI, la FCEI, la Sacra Arcidiocesi Ortodossa, l’UCEI, l’Assemblea dei Rabbini, diverse associazioni islamiche (tra cui COREIS, UCOII e il Centro Islamico Culturale), l’Unione Buddhista, la Soka Gakkai, l’Unione Induista, la comunità bahá’í e la Sikhi Sewa Society.
Nei successivi articoli verrà approfondito il contenuto e l’operatività del patto.

Benvenuti all’edizione di giugno 2026 della newsletter dell’Istituto per l’Economia e la Pace. Questo mese, ti portiamo approfondimenti dalle nostre ultime ricerche, aggiornamenti sulle nostre iniziative globali e storie ispiratrici dalla nostra rete globale di ambasciatori IEP. Vi invitiamo a esplorare come l’Istituto continua a guidare un cambiamento positivo attraverso l’analisi basata sui dati e strategie innovative di costruzione della pace.
Per l’approfondimento sugli eventi clicca sulla data e verrai reindirizzato al sito IEP
- Hamas conferma che Israele ha ucciso il leader militare nell’attacco di Gaza
- I tagli agli aiuti nel Regno Unito, in Germania e in Francia avranno un “pedaggio devastante” sui più vulnerabili
- La guerra in Iran consegna le entrate della Siria mentre le compagnie aeree deviano il suo spazio aereo
- Il parlamento francese vota per abrogare il Codice nero dell’era della schiavitù
- La crescita economica dell’Africa rallenta nel 2026, che dovrebbe rimbalzare
- Tracciare il panico animale dallo spazio una spinta per la sorveglianza della fauna selvatica
- Il primo ministro Frederiksen si assicura il terzo mandato con la nuova coalizione danese
- I legislatori ungheresi votano per invertire l’uscita dalla CPI
- Gruppi armati combattono in Colombia nella disputa sul traffico di droga
- La coalizione nordica esorta l’UE a resistere fermamente contro le trivellazioni di petrolio e gas dell’Artico
- Gli agricoltori africani passano ai biofertilizanti mentre la guerra in Iran aumenta i prezzi
- Il partito di governo del primo ministro armeno Pashinyan nella vittoria elettorale schiacciante
- I cartelli messicani hanno trasformato le aziende agricole sudafricane in centri di produzione di meth
- Pressione su Merz dopo che la Germania ha mancato il seggio del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite
- Il Libano dice che l’Iran non dovrebbe opporsi all’accordo di cessate il fuoco con Israele
- accordo missilistico da crociera indiano con il Vietnam
- La guardia costiera di Taiwan affronta le navi cinesi in acque riservate
- L’epidemia di Ebola potrebbe superare i 20.000 casi
- Gli Stati Uniti mettono nella lista nera alcune delle più grandi aziende tecnologiche cinesi
- Gli attacchi dei droni uccidono oltre 1.000 civili in Sudan nel 2026
- La Francia si muove per combattere le interferenze elettorali
- Le forniture di petrolio e gas potrebbero richiedere mesi per normalizzarsi dopo l’accordo con l’Iran
- Figura dell’opposizione dell’Uganda detenuta
- Il Giappone approfondisce i legami di difesa con l’Europa
- La Cina critica i suoi giganti dell’e-commerce
- Gli elettori svizzeri rifiutano l’offerta di destra di soprire la popolazione a 10 milioni
- La spesa per l’adozione dell’IA è altamente concentrata tra le aziende
- El Niño è iniziato e potrebbe portare un caldo record
- Il Pakistan sale agli stakeholder diplomatici globali nella mediazione della guerra in Iran
- Il partito del primo ministro dell’Etiopia vince la frana mentre crescono i timori di un nuovo conflitto
- La rinascita destra dell’America Latina conquista un’altra vittoria in Colombia
- L’Ucraina colpisce Mosca con il più grande attacco di droni di sempre
- I fossili sfidano le ipotesi su come gli animali si sono adattati alla terra
- Tasso di insolenza tra i mutuatari di credito privato più alto in 3 anni di storia
- Drone norvegese in acque profonde per scoprire segreti oceanici nascosti
- Xi ha ospitato 17 leader nel 2026, mentre le potenze medie guardano oltre gli Stati Uniti
- L’UE ridimensiona il calendario di adesione dell’Ucraina a causa della resistenza ungherese
- Il Burkina Faso rotte i legami diplomatici con la Francia
- Ex leader israeliani e capi della sicurezza minacciano un’azione legale sulla Cisgiordania
- La violenza anti-migrante si intensifica in Sudafrica
- La carenza di carburante si è diffusa in più parti della Russia a causa degli attacchi ucraini
- L’India pianifica un monsone più debole
- Il capo dell’esercito ugandese ordina la chiusura di una grande piattaforma di notizie
- Il supercomputer più veloce del mondo ora dalla Cina

