Lettera del Governatore – febbraio 2026

mese della Costruzione della Pace e Prevenzione dei Conflitti

Cari amici rotariani,
febbraio ci invita a concentrarci su uno degli impegni più nobili e urgenti dell’umanità: la costruzione della pace e la prevenzione dei conflitti. Nel calendario rotariano, questo mese è dedicato a riflettere sulla nostra missione non soltanto come promotori di servizi e solidarietà, ma come costruttori consapevoli di comunità pacifiche e agenti di riconciliazione.

La pace, per Rotary International, non è semplicemente l’assenza di guerra o violenza; è un processo di comprensione reciproca, rispetto, dialogo e giustizia. È un bene fragile, da custodire con cura e competenza. In ciò troviamo l’essenza del nostro agire quotidiano, perché ogni conflitto prevenuto è una ferita in meno nel tessuto sociale, e ogni relazione ricucita è un passo verso un futuro più armonioso.

Martin Luther King Jr. ci ricorda che «la pace non è semplicemente l’assenza di tensione: è la presenza della giustizia». Ma la pace, come ci insegna anche la grande letteratura spirituale, è molto più che equilibrio sociale: è una fioritura interiore, una maturazione della coscienza.

Scrive Georges Bernanos: «La pace non è una virtù tra le altre: è la sintesi di tutte. È la maturità della giustizia e della carità».

Queste parole ci restituiscono l’altezza e la profondità del nostro compito: costruire la pace non solo nei luoghi, ma nelle persone.

Il Rotary ha da tempo fatto della pace una delle sue cause globali. Attraverso i Centri della Pace, le borse di studio per mediatori internazionali, le iniziative educative e comunitarie, sosteniamo concretamente l’idea che la pace si possa apprendere, praticare e diffondere.

Nel nostro Distretto 2042, molti Club sono già protagonisti di iniziative straordinarie: dialoghi intergenerazionali, incontri nelle scuole, percorsi sull’inclusione sociale, collaborazioni con enti locali e associazioni che operano in contesti difficili. Vi invito a valorizzare queste esperienze, a condividerle, a farne semi per nuove azioni, più profonde e partecipate.

Il cinema ha raccontato spesso la pace come gesto umano e personale, più che politico. Nel film L’ospite inatteso di Thomas McCarthy, un uomo ordinario ritrova sé stesso attraverso l’incontro con l’altro: uno straniero, un’esistenza ai margini. È una storia sobria, delicata, che ci ricorda che la pace comincia da qui: dal riconoscimento reciproco, dall’empatia, dal coraggio di abbattere le barriere invisibili che ci separano.

In questo mese, vi invito a porvi alcune domande semplici ma impegnative: come possiamo essere costruttori di pace nei nostri Club, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro? Come possiamo educare i giovani a vedere la pace non come un’utopia, ma come una pratica quotidiana?

La risposta, forse, è già nei nostri gesti più piccoli: ascoltare con attenzione, mediare con rispetto, includere con naturalezza. La pace, come l’acqua o la luce, non va solo celebrata: va distribuita, condivisa, praticata.

Cari amici, facciamo del mese di febbraio un tempo di riflessione e azione. Scegliamo ogni giorno di ricucire dove c’è strappo, di unire dove c’è frattura, di ascoltare dove c’è rumore. Il Rotary non costruisce solo service: costruisce spazi di umanità, e ogni spazio di umanità è già, in sé, un laboratorio di pace.


Con stima e speranza,

Stefano Artese
Governatore a.r 2025-2026
Distretto 2042 RI

Milano, 1 febbraio 2026