Contribuire allo scopo riabilitativo e formativo della pena

Quale può essere il contributo del Rotary nel delicato processo riabilitativo e formativo della pena?

Si è svolta il 17 novembre 2025, a Bergamo, presso la sede dell’associazione “Carcere e Territorio Bergamo” la conferenza stampa dedicata al progetto “Borse di Lavoro” per il carcere di Bergamo che vede tra i suoi protagonisti anche i Rotary Club del Gruppo Orobico 1 del Distretto Rotary 2042.

L’inclusione è il valore rotariano posto alla base del service realizzato in favore dei detenuti della Casa Circondariale di Bergamo ammessi ad usufruire delle pene alternative alla detenzione.

Il carcere è spesso visto come una comunità avulsa dalla città in cui si trova e forte è lo stigma e il pregiudizio che si provano nei confronti dei detenuti. Un simile approccio è però miope e deleterio. Il Carcere è infatti una vera e propria comunità all’interno della comunità e, in quanto tale, esiste e vive in osmosi con la medesima. Sotto questo profilo, i Rotary Club Bergamo, Bergamo Città Alta, Bergamo Hospital 1 GXXIII, Bergamo Nord, Bergamo Ovest e Bergamo Sud hanno iniziato un percorso di sensibilizzazione, volto a diffondere una cultura di inclusione nei confronti dei detenuti meritevoli, con l’obiettivo di dare loro una concreta possibilità di reinserimento nella società e di riscatto sociale.

Dal partenariato tra Opera Pia Maria Caleppio Ricotti e Carcere e Territorio, associazioni veterane nell’aiuto e nel sostegno alla realtà carceraria bergamasca, da un lato, e del Rotary, dall’altro, è scaturita la sponsorizzazione di n. 8 borse di lavoro per garantire ad altrettante persone un percorso di tirocinio lavorativo. Fondamentale a tal fine è stato anche il contributo del Distretto Rotary 2042.

Questa è solo la prima parte di un progetto di più ampia portata che i Rotary Club del Gruppo Orobico 1 stanno realizzando. Il loro fine ultimo è quello di mettere a disposizione del carcere di Bergamo e della sua rete imprenditori rotariani, che aprano le porte delle loro aziende e accolgano le persone ammesse alle pene sostitutive. In questo modo, il socio rotariano servirà ancora una volta al di sopra del proprio interesse personale, per dare concreta attuazione alla funzione sociale della pena, che deve consentire la rieducazione del condannato e la protezione della società, attraverso la reintegrazione dell’individuo nella comunità e la prevenzione della recidiva.