mesE DELLA FONDAZIONE ROTARY
Lettera del Governatore
Carissimi amici rotariani,
novembre è il mese dedicato alla Fondazione Rotary, la più forte infrastruttura etica e operativa del nostro movimento. Non un semplice fondo di beneficenza, ma un sistema di trasformazione strutturale, che da oltre un secolo investe nel cambiamento reale e misurabile delle condizioni di vita delle persone.
Il recente Premio Nobel per l’Economia 2025, assegnato a Aghion, Howitt e Akcigit, ha riportato al centro del dibattito una teoria antica e quanto mai attuale: quella della distruzione creativa. Secondo questa visione, lo sviluppo nasce dal coraggio di superare ciò che non è più adeguato, per dare spazio all’innovazione, alla giustizia, alla sostenibilità. La Fondazione Rotary può essere letta in questa chiave: uno strumento di rigenerazione globale, che non si limita a correggere gli effetti del disagio, ma che semina nuovi equilibri, nuove competenze, nuovi modelli di cooperazione. Donare alla Fondazione significa non mantenere lo stato delle cose, ma accettare il rischio creativo di cambiarle. Ogni progetto sostenuto — dall’accesso all’acqua alla formazione dei giovani, dalla prevenzione sanitaria alla promozione della pace — non è solo risposta a un bisogno, ma gesto di rottura con l’inefficienza, l’ingiustizia, l’abbandono. Proprio come ci insegna la teoria economica, la vera innovazione nasce quando si rompono gli equilibri sbagliati per crearne di nuovi e più giusti. Perché anche nel Rotary, e nella sua Fondazione, l’innovazione non può essere più una possibilità: dev’essere una responsabilità. È giunto il tempo, anche per noi, di ripensare le modalità con cui la Fondazione agisce:
• semplificare i processi;
• valorizzare i progetti ad alta intensità locale;
• aprire a modelli ibridi e partnership dinamiche;
• rendere più fluido e accessibile l’impatto rotariano.
Come scriveva Victor Hugo: «Ciò che facciamo per noi stessi muore con noi. Ciò che facciamo per gli altri e per il mondo resta ed è immortale». Ogni socio che dona alla Fondazione partecipa a questa immortalità civile. Ma non basta donare: bisogna credere, capire, raccontare, e — quando serve — osare cambiare. In questa prospettiva, le parole di Muhammad Yunus ci guidano: «Quando dono 100 rupie a un mendicante, posso aiutare una persona per un giorno. Ma se uso quelle stesse 100 rupie per creare un’impresa sociale, aiuto centinaia di persone, ogni giorno, per sempre». Così anche la Fondazione: non distribuisce risorse, ma costruisce possibilità.
E come ci ricorda la celebre scena del film Schindler’s List, «Chi salva una vita salva il mondo intero». Ogni borsa di studio, ogni pozzo, ogni vaccino finanziato dalla nostra Fondazione è un mondo salvato. E un mondo trasformato.
Nel nostro Distretto 2042, la Fondazione ha generato negli anni un patrimonio di esperienze straordinarie. Vi invito a riprenderle in mano, a farne memoria viva, ma anche punto di partenza per un nuovo ciclo di servizio trasformativo. Organizzate momenti formativi, serate di racconto, workshop tra generazioni. Parliamo della Fondazione non come un monumento, ma come un laboratorio del possibile. Sosteniamo con convinzione i programmi Every Rotarian Every Year e Paul Harris Society — non come obblighi, ma come gesti identitari. Perché donare non è cedere qualcosa: è decidere chi vogliamo essere.
Cari amici, il futuro del Rotary non si costruisce difendendo ciò che è stato, ma generando ciò che può ancora essere. La Fondazione è la nostra sfida più alta: quella di cambiare il mondo, cambiando anche il nostro modo di agire.
Con gratitudine e fiducia,
Stefano Artese
Governatore a.r 2025-2026
Distretto 2042 RI
Milano, 1 novembre 2025

