mesE dello sviluppo economico e comunitario
Lettera del Governatore
Stefano Artese
Cari Amici Rotariani,
ottobre ci invita a porre al centro del nostro impegno rotariano uno degli ambiti più concreti e trasformativi della nostra azione: lo sviluppo economico e comunitario. In un tempo segnato da incertezze globali, polarizzazioni sociali e crisi ambientali, il Rotary ha l’opportunità – e la responsabilità – di contribuire alla costruzione di economie più giuste, sostenibili e inclusive.
Il nostro Distretto, ricco di competenze imprenditoriali, tecniche e culturali, è un laboratorio ideale per promuovere progetti che uniscano etica e innovazione. L’azione rotariana può generare impatto reale: sostenendo le microimprese, formando giovani all’autoimprenditorialità, accompagnando comunità locali verso modelli di crescita equa e partecipativa.
Sviluppo economico non significa solo crescita del reddito, ma potenziamento della dignità umana, delle relazioni e dell’autonomia.
In questo senso, trovo particolarmente ispirante la riflessione del Premio Nobel Amartya Sen: «lo sviluppo va inteso come espansione delle “capacità” delle persone, ovvero della loro libertà reale di essere e di fare ciò che hanno motivo di valorizzare. Non basta creare ricchezza: bisogna creare contesti in cui le persone possano svilupparsi, partecipare, scegliere».
Questa è la visione che il Rotary può sostenere, agendo con concretezza e lungimiranza.
Come ben espresso nel Piano Strategico Distrettuale, il Rotary deve agire come motore di cambiamento sociale, valorizzando il capitale umano e costruendo alleanze virtuose con enti locali, università, fondazioni e mondo del lavoro. La promozione di economie comunitarie, circolari, resilienti rappresenta una sfida culturale prima ancora che tecnica: serve uno sguardo capace di coniugare l’efficienza con la cura, l’innovazione con la solidarietà.
Mi torna alla mente una scena del film L’uomo che verrà di Giorgio Diritti, ambientato nell’Appennino emiliano durante la Seconda guerra mondiale. In un contesto di privazioni estreme, una bambina muta osserva la comunità che, nonostante tutto, continua a costruire, a seminare, a condividere il pane. In quel silenzio pieno di senso, si coglie la forza dell’economia come gesto quotidiano di speranza e ricostruzione. Così anche noi, nel nostro servizio, siamo chiamati a essere costruttori pazienti di comunità.
A conferma di questo spirito, le parole di Elsa Morante risuonano potenti: «La speranza è un obbligo, non un lusso. E la salvezza del mondo non può essere delegata a nessuno: ci riguarda tutti». Una visione che ci chiama all’azione, come individui e come comunità.
Progetti come orti urbani, spazi di coworking solidale, incubatori per giovani donne imprenditrici, mercatini inclusivi o microcredito etico non sono utopie, ma pratiche già in corso in vari Club del Distretto. Vi invito a conoscerle, a collaborare, a farne modello replicabile.
In questo mese, vi propongo di organizzare incontri con realtà produttive virtuose del territorio, con cooperative sociali, con giovani innovatori. Diamo voce a chi ogni giorno costruisce lavoro dignitoso, sviluppo sostenibile, coesione. E cerchiamo con loro nuovi modi per essere “di ispirazione” nelle nostre comunità.
Cari amici, la missione del Rotary non è solo servire: è trasformare. E non c’è trasformazione senza giustizia economica e coesione sociale. Che il mese di ottobre ci trovi dunque attivi, aperti e lungimiranti nel progettare il bene comune.
Con stima e amicizia,
Stefano Artese
Governatore a.r 2025-2026
Distretto 2042 RI
Milano, 1 ottobre 2025

