RYGHT23

Fiducia,
una parola che spesso non trova radici profonde come, invece, succede in occasioni come la scalata in aderenza.

Il Ryght23, programma rotariano dell’azione giovanile del Distretto 2042, parte e si fonda proprio su questo valore.
Stimolare il lavoro di squadra, offrire l’opportunità a giovani talenti di apprendere questo insegnamento in modo talmente naturale da farlo sembrare “cosa normale”.
Arrivare in cima al tiro di corda (35/40 metri circa) passare in grotte anguste e strette, scorrere su una zip-line tirata in un canale sono prove che danno forza e coraggio, oltre a offrire momenti di squadra.

Un campeggio, semplice, ma serve montare la tenda, superare il fresco notturno, rimettere tutto via il giorno dopo…
Pochissime le parole di “lezione frontale” perché i ragazzi imparano da soli, serve solo dargli qualche spunto di riflessione.

Scendere, anzi farsi calare, senza tenersi alla corda, mostrandosi rilassati, è un’ulteriore prova di fiducia in chi ti sta facendo sicura… Tecnicamente non è diverso dal tenersi con due mani al nodo di sicurezza… però, però chi è a terra sente maggiore responsabilità e impara meglio il significato di aiuto e rispetto. Un semplice gesto che vale tantissimo, anche per chi lo fa, perché dimostra totale fiducia

La mia maglia End Polio Now?
Spero che i miei ragazzi vadano a informarsi da soli su questo (già autonomamente avevano imparato cos’era il Rotary) ma soprattutto che i rotariani si ricordino che il 24 ottobre è vicino e che l’impegno non dovrà affievolirsi nei giorni successivi.

10 ragazzi tra il 6 e l’8 ottobre si sono messi in gioco in questo programma distrettuale, sotto la guida della commissione Azione Giovanile e due esperte guide CAI abituate a lavorare con i giovani.
Venerdì i ragazzi sono stati raccolti nelle stazioni di Milano e Lecco per raggiungere Morbegno in treno. Da lì, un pulmino li ha portati a San Martino, al bivio tra la val di Mello e la val Masino dove le guide hanno distribuito caschi, imbracature, scarpe da scalata e le corde che a piedi sono state portate per circa un’ora fino al Rifugio ai piedi della Luna Nascente.
Venerdì sera in allegria, senza particolari problemi e notte in camerate con la piacevole scoperta che i ragazzi si sono già informati su Wikipedia per sapere qualche cosa sul Rotary.

Sabato si inizia a fare sul serio; rapido giro di presentazioni con le guide, 3 minuti di presentazione del Rotary e di questo programma Rotariano e qualche parola di incoraggiamento, suggerimenti e considerazioni sul loro ruolo nel mondo. Camminata di una mezz’ora circa e si arriva alla parete scuola dove arrampicare. Qui le guide CAI hanno fatto la solita magia, insegnando ai ragazzi i rudimenti di uno sport estremo, faticoso ma esaltante. Noi, come Rotary, abbiamo di tanto in tanto buttato lì qualche spunto di riflessione sul valore della fiducia, del coraggio, del superamento di quelli che crediamo essere dei nostri limiti e si è anche formato un bel gruppo. Dopo una giornata a scalare, provare e fare fatica, organizziamo la gara a tempo (dove il Rotariano è ovviamente arrivato ultimo!).
Cena in rifugio e successivamente trasferimento a piedi verso il campeggio dove sono state montate le tende. Alcuni ci sono riusciti da soli, altri hanno fatto squadra per montarne una grande… insomma un’altra piccola esperienza di gruppo che termina con lo smontaggio di tutto il mattino successivo.

Si parte per un viaggio di quasi due ore all’interno delle grotte naturali da frana che si sono create intorno al più grande masso monolitico d’Europa per raggiunge una zip-line di una sessantina di metri e fare poi ritorno a casa, ripercorrendo all’inverso il viaggio di venerdì pomeriggio.
Oooops… ma la gara di sabato? Abbiamo premiato la squadra che ha complessivamente ottenuto il miglior piazzamento in graduatoria e la ragazza che ha espresso la miglior tecnica di arrampicata. Cos’altro dire di questo pazzesco week end?

 
Che il RYGHT è magia, è fatica, è affrontare il futuro con occhi diversi, è vedere giovani motivati, volenterosi ben diversi dagli stereotipi che troppo spesso si hanno su di loro. È aiutarli a crescere, è insegnargli a disegnare, per permettergli di realizzare la tela che rappresenterà il loro futuro.