Lettera del Governatore – settembre 2026

Mese dell’alfabetizzazione

Care amiche e cari amici,

l’8 settembre si celebra la Giornata Internazionale dell’Alfabetizzazione: un’occasione per ricordare il diritto di ogni persona a comprendere il mondo nel quale vive e ad avere gli strumenti necessari per costruire, con consapevolezza, il proprio futuro.

Come soci del Distretto 2042, parlando di questo tema non possiamo dimenticare un nostro illuminato Past Governor, Renato Cortinovis, che dedicò una parte importante del proprio servizio rotariano a quest’area, una delle sette indicate dalla Rotary Foundation come prioritarie, con uno sguardo capace non solo di leggere i cambiamenti della società, ma spesso di anticiparli.

Voglio ricordare il tema dell’anno durante il quale Renato ha servito come Governatore: “La cultura come mezzo per migliorare la qualità della vita”. Ma Renato ci ha lasciato un altro insegnamento: “la cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, diventa più grande”.

Perché una parola letta può diventare conoscenza, la conoscenza consapevolezza e la consapevolezza libertà. E la libertà è il primo passo per diventare protagonisti della propria vita.

Pensiamo a un bambino che apre un libro e scopre che quelle pagine possono condurlo ovunque.

A un ragazzo che, grazie all’educazione, trova fiducia nelle proprie capacità e la forza per sottrarsi ai richiami negativi del “branco”.

A un adulto che impara a orientarsi, comunicare, lavorare, utilizzare gli strumenti digitali o semplicemente compilare da solo un documento.

Non significa soltanto imparare qualcosa: ma conquistare autonomia, fiducia, possibilità. Significa aprire una porta.

Ed è proprio davanti a quelle porte che il Rotary deve esserci.

Nel modo in cui Renato interpretava l’alfabetizzazione c’è ancora oggi una lezione preziosa per tutti noi. In Italia una lettura puramente letterale del termine sarebbe riduttiva: alfabetizzare significa prima di tutto comprendere quali siano, in ogni epoca, gli strumenti necessari per partecipare davvero alla società.

Renato lo aveva capito con straordinaria lucidità. Negli anni, per lui alfabetizzazione è stata la lingua straniera e l’uso del computer per gli adulti; è diventata l’apprendimento di un mestiere per gli immigrati, strumento di integrazione, dignità e futuro; è stata anche la musica per i bambini, un linguaggio capace di insegnare ad ascoltare, crescere e stare insieme.

Aveva compreso una cosa fondamentale: una società che evolve rapidamente genera continuamente nuove forme di analfabetismo. E il Rotary deve saperle riconoscere.

La nostra missione ci invita a trasformare i valori in azioni, a CREARE UN IMPATTO DURATURO.

Possiamo farlo attraverso la scuola, la lettura, il sostegno educativo, l’uso consapevole degli strumenti digitali, la formazione, l’insegnamento di nuove competenze e la vicinanza alle persone più fragili.

Fare alfabetizzazione significa dare voce a chi non l’ha ancora trovata, offrire strumenti a chi rischia di rimanere ai margini, aprire strade verso autonomia, dignità e indipendenza.

E non servono necessariamente grandi progetti. Il Rotary non deve sostituirsi alle istituzioni.

A volte basta un buon libro, un insegnante attento, un ragazzo accompagnato nel momento giusto, un’ora del nostro tempo, una competenza condivisa, un progetto nato dall’ascolto di un bisogno reale.

Perché il cambiamento non comincia sempre dai grandi gesti. Comincia quando qualcuno comprende che c’è bisogno di esserci.

Cari amici, vi invito a portare questo tema nei vostri Club, a parlarne con i soci e a osservare le nostre comunità per capire dove possiamo intervenire concretamente.

Facciamolo perché ogni persona che impara qualcosa di nuovo conquista un po’ più di libertà. Facciamolo perché l’ignoranza crea barriere, mentre la conoscenza costruisce ponti: luoghi di incontro, scambio e crescita. Facciamolo perché un bambino che impara a leggere non sta leggendo soltanto un libro: comincia a leggere il proprio futuro.

Ed è forse questa una delle forme più alte del nostro servizio: non scrivere il futuro degli altri, ma mettere nelle loro mani gli strumenti perché possano scriverlo da soli.

È questo il Rotary che vogliamo essere: un Rotary che davanti a una porta chiusa cerca le chiavi; che non promette soltanto speranza, ma crea opportunità; che sa leggere il proprio tempo e anticiparne i bisogni; che crede profondamente nel diritto di ogni persona ad avere una possibilità.

E noi possiamo contribuire a offrirgliela.

Con amicizia rotariana,
Vostro Pippo

Pippo La Rocca
Governatore Distretto Rotary 2042 2026-2027

Milano, 1 settembre 2026